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La storia

Testo tratto dal volantino redatto per la festa dei 100 anni del Grand Hotel. Il testo è stato scritto dallo storico Claudio Santacroce, che ringraziamo.oldhotelfoto2

Il Grand Hotel Ala di Stura - un secolo di storia

Le Valli di Lanzo sono state i primi luoghi di villeggiatura della nobiltà e dell’alta borghesia torinese fin dagli inizi dell’Ottocento. A tal fine furono costruiti numerosi alberghi in tutte le località delle Valli tra i quali, fin dalla sua apertura, eccelse per la grandiosità architettonica e la modernità dei servizi, il Grand Hôtel di Ala di Stura.

Fu inaugurato il 17 luglio 1910, negli ultimi anni della Belle Époque, grazie all’intraprendenza imprenditoriale del suo progettista ing. Spirito Migliore, presidente della società per azioni che ne era proprietaria. Inizialmente il complesso alberghiero disponeva di 80 camere che salirono a 200 nel 1912 con la costruzione di un nuovo edificio.

Il Grand Hôtel, a 2 ore da Torino (come indicava la pubblicità del tempo), era raggiungibile con la Ferrovia Torino-Ciriè-Lanzo (estesa fino a Ceres nel 1916) e con servizio di automobili da Lanzo. Era fornito di appartamenti con bagno, luce elettrica e acqua potabile in tutte le camere, ristorante, bar, grandi saloni per festeggiamenti e riunioni, sala di lettura e di musica, bigliardo, ascensore elettrico, garage con 30 posti auto, posta, telegrafo, cabina telefonica intercomunale, impianto idroterapico, campi da tennis, da bocce e da croquet, parco di 6000 mq. Era sicuramente uno dei più eleganti ed attrezzati alberghi non solo delle Valli di Lanzo, ma dell’intero arco alpino.

Nel 1912, alle Esposizioni Riunite Città di  Viareggio, il signor Arnaldo Rocchi fu premiato con Diploma di Gran Premio e Medaglia d’oro “per il suo ottimo Grand Hôtel”.

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Grazie al Libro d’Oro dell’Hôtel si possono ricordare le vacanze ad Ala di importanti personalità nel periodo di suo maggior splendore, quello compreso tra le due guerre mondiali.

In più occasioni furono ad Ala vari membri di Casa Savoia: nel luglio 1923 soggiornarono Tommaso duca di Genova, fratello della regina Margherita, con la moglie Isabella di Baviera e i figli Filiberto duca di Pistoia, Adalberto duca di Bergamo e Bona Margherita; il 15 agosto 1932, l’anno prima di ritirarsi e morire in Somalia, firmò il Libro d’Oro Luigi Amedeo d’Aosta duca degli Abruzzi.

Nell’agosto del 1931 soggiornò al Grand Hôtel il Premio Nobel 1909 per la fisica Guglielmo Marconi, con la moglie marchesa Maria Cristina Bezzi-Scali e la figlioletta Elettra di un anno.

Ne diede notizia il settimanale Il Progresso del Canavese del 21 agosto 1931: "S.E. il senatore Marconi, che, insieme alla sua famiglia onora della sua presenza l'incantevole Ala di Stura, ove il glorioso scienziato e presidente dell'Accademia d'Italia si concede un periodo di riposo...”.

Nel registro delle presenze di Villa Lepetit, dependance dell’Hôtel, è annotato il soggiorno ad Ala, dal 21 al 26 agosto 1933, del Duce Benito Mussolini e di altri gerarchi, tra cui Galeazzo  Ciano e Achille Starace, segretario del P.N.F., ma di questo fatto mancano ulteriori testimonianze.

In quegli anni l’Hôtel, che fin dal 1915 era passato ai fratelli Comini, era aperto per soli 3 mesi estivi da luglio a settembre. Nel 1932 la pensione giornaliera variava da 45 a 60 lire.

È impossibile menzionare tutte le personalità italiane e straniere che soggiornarono al Grand Hôtel: nobili, uomini politici, alti ufficiali, diplomatici, professori, professionisti universitari, industriali, artisti, letterati tutti impegnati in una girandola di ricevimenti, balli, concerti, rappresentazioni benefiche, giochi di società, passeggiate ed escursioni alpine, amori e pettegolezzi.

Durante la II Guerra mondiale, l’Hôtel fu gravemente danneggiato nelle strutture e spogliato degli arredamenti e di tutto quanto era possibile asportare. Grazie alla tenacia ed alla risolutezza del nuovo titolare cav. Paletto, i danni furono riparati e i locali e i servizi rimodernati e l’Hôtel potè nuovamente annoverare una prestigiosa clientela tra la quale si evidenzia la presenza dell’ex Presidente della Repubblica Luigi Einaudi che firmò il Libro d’Oro il 13 agosto 1956.

Intanto nel dopoguerra le migliorate condizioni economiche permisero a più vaste classi sociali di godere della villeggiatura in case d’affitto, o in edifici ristrutturati o di nuova costruzione. Si incrementarono anche i soggiorni marini e i viaggi in località turistiche italiane ed estere. Tutti fattori che portarono alla cessazione, o alla ristrutturazione in alloggi, della maggior parte degli alberghi storici delle Valli di Lanzo.